INGREDIENTI: il topinambur

Come si era detto, questo dovrebbe essere un blog di ricette. Ho deciso quindi di selezionare un ingrediente stagionale e, con questo, proporre qualche piatto salutare che possa anche fungere da “spuntino” o da aiuto per migliorare una portata, nel caso foste a dieta; in questo primo appuntamento ho scelto di parlare di un ingrediente decisamente insolito: il topinambur. Si tratta di un ortaggio, nello specifico un tubero, che si può trovare da novembre a marzo.

 

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Proprio in riferimento ai cibi salutari, vorrei spezzare una lancia a favore della cucina casalinga. Essa, quando ben fatta, offrirà sempre dei prodotti migliori di quelli che si possono acquistare perché, quelli comprati, oltre ad essere dei prodotti industriali, possono contenere l’ormai fantomatico olio di palma e tante altre sostanze chimiche sulla cui pericolosità ci si sta interrogando.

Il topinambur è caratterizzato da molti nomi: “patata del Canada”, “tartufo di canna”, “pera di terra” e ancora “rapa tedesca” o “carciofo di Gerusalemme”. Questo incredibile numero di nomi è la dimostrazione del fatto che il nome topinambur non è riuscito a far breccia nel vocabolario comune italiano.

Le proprietà del topinambur sono eccellenti. Supera le banane per quanto riguarda le quantità di potassio. Porta numerosi benefici alla pressione sanguigna, aiutando a mantenere bassi i suoi livelli. Oltre a ciò si è dimostrato che la farina ricavata da quest’ortaggio è un rimedio naturale contro la stitichezza.

Il topinambur si fa notare inoltre perché al suo interno contiene un vero e proprio team di sostanze dall’azione antiossidante. Protegge infatti le cellule del corpo dall’invecchiamento e dall’ossidazione.

Un elemento degno di nota è il suo essere un cibo che sazia come pochi altri. Questo ne fa un degno alimento da sfruttare nelle diete dimagranti. Non è un prodotto “miracoloso” ma se desiderate mettervi a dieta senza rinunciare a qualche cibo particolare, il topinambur potrebbe essere per voi una dolce rivelazione!

Il topinambur può fornire un aiuto importante anche nella dieta di un diabetico perché contiene inulina, un sostituto degli amidi e quindi una riserva costituita da carboidrati, in cui sono presenti anche il glucosio e il fruttosio.

Concludo raccontandovi ancora qualche punto positivo del topinambur:

  • Si possono assimilare 73 calorie circa con 100 grammi di prodotto;
  • È uno stabilizzatore dei livelli di glucosio;
  • È un regolatore del colesterolo cattivo;
  • Assenza di glutine. Ciò significa che se soffrite di celiachia o un’altra intolleranza al glutine, potete consumarlo.

 

Più che delle vere e proprie ricette, vorrei parlarvi di alcune diverse modalità di utilizzo di questo ortaggio. Una volta che sarete a conoscenza di queste tecniche e preparazioni potrete declinarle in qualsiasi ricetta che già proponete e credetemi, offrono delle soluzioni davvero molto buone e golose!

 

CHIPS

Per prepararle affettate sottilmente i topinambur, consiglio una mandolina, e lasciateli a bagno in acqua fredda per circa 30 minuti. Asciugate poi le fettine, passatele nella farina e friggetele in abbondante olio di oliva con uno spicchio d’aglio in camicia e un rametto di rosmarino. Servite appena saranno dorate con un pizzico di sale.

CREMA

Questa crema è un contorno diverso dal solito, una ricetta originale che stupirà i vostri ospiti! Può accompagnare delle carni bianche o del pesce e può anche essere inserita nel vostro speciale menù delle feste.

Gli abbinamenti a questa preparazione sono molteplici. Si può andare dall’accoppiamento, magari pretenzioso, con fasolari e germogli di ​porro e rapa rossa, alla più semplice associazione tra topinambur, patate e scalogno o anche con castagne ed erba cipollina.

Per preparare questa ricetta sarà sufficiente coprire il topinambur con panna o latte e lì cuocerlo per una ventina di minuti. Al termine della cottura sarà sufficiente frullarlo con un minipimmer.

Se non si desidera utilizzare latticini all’interno della preparazione, sarà sufficiente sostituire la panna o il latte con del brodo, ricordandosi però di aggiungere alla ricetta 2 belle patate, perché l’amido in esse contenuto giocherà un ruolo fondamentale.

La preparazione è indicata per fungere da contorno a qualsiasi pietanza ma, personalmente, la adoro quando avvicinata a della carne saporita come la selvaggina. In questo caso però la crema sarà meno liquida e sarà più corretto riferirsi al “purè” di topinambur.

Il tocco in più che può essere un valore aggiunto per il piatto è costituito dalla sua consistenza: una quenelle di crema, di buona consistenza e non liquida quindi, è perfetta per accompagnare della carne in ogni sua forma.

CONFIT

Al termine propongo un’ultima versione personale nella preparazione del topinambur. Ad una ricerca online non mi sono comparsi risultati valenti, quindi non capisco bene quanto o se questa tecnica venga utilizzata. Credo che la concentrazione di sapore che offre tale preparazione sia incredibile, soprattutto nel caso del topinambur, dotato di un sapore che decisamente amo.

Il procedimento da applicare è molto semplice. Innanzitutto, i topinambur andranno interamente pelati, tagliati a cubetti e disposti su una teglia da forno ricoperta di carta forno. A questo punto andranno insaporiti con poco sale, una spruzzata di zucchero a velo e delle erbe fresche poi infornati a 110° C e mantenuti in cottura per circa 90’ con la porta del forno leggermente aperta per permettere la fuoriuscita del vapore. Il tempo di cottura è minore rispetto quello destinato, ad esempio, ai pomodorini perché il contenuto in acqua del topinambur è inferiore e il sapore tende a concentrarsi più velocemente.

Dopo aver confittato il topinambur sarà possibile utilizzarlo per insaporire qualunque ricetta che già preparate e che però potrebbe beneficiare della vicinanza di sapore col topinambur.

 

Questa idea del proporre dei modi di lavorare l’ingrediente e non delle ricette fatte e finite mi è nata in seguito ad una conversazione avuta con Nada, la farmacista di San Marco Benessere. Lei si è detta subito interessata a capire “come” pensare una ricetta nuova ed a questo argomento potrei dedicare prossimamente un post.

Vi saluto con un ultimo suggerimento da cui prendere il via per fare i vostri esperimenti: il topinambur e la menta.