Nutrirsi secondo le regole scolpite nei propri geni per ottimizzare la propria vita

Credo che guardare con positività alla vita sia il segreto per vivere con soddisfazione e godere di una piena esperienza della vita stessa.

Vivere una vita da “yes man”, una vita improntata all’accettazione delle continue sfide cui essa ci sottopone rappresenta sicuramente la scelta migliore per raggiungere la “felicità di vivere”.yes man

Personalmente credo che la ricerca della “felicità di vivere” non sia un obiettivo così scontato. Penso che molte persone non vivano la vita al suo massimo, non cerchino e accettino le sfide che puntualmente essa gli sottopone ma si facciano trasportare dagli eventi.

Quanto ho vissuto certamente mi ha insegnato che è molto importante essere protagonisti nel proprio racconto-percorso. Accettare la vita sempre col sorriso, qualsiasi sia l’ostacolo che ti pone innanzi è sì difficile ma sarà fondamentale per viverla appieno.

Questo è però un blog di nutrizione e di approccio salutare alla vita, sono partito completamente per la tangente col mio intervento. Oggi volevo parlare di questa, all’apparenza, semplicissima regola: la qualità, quando si parla di nutrizione sana, batte la quantità. Mi viene immediatamente in mente poi anche una citazione del dottor Luigi Fontana il quale studia la relazione tra longevità con particolare attenzione all’assunzione di calorie e il metabolismo:

“Chi si “mette a dieta” parte da un atteggiamento negativo che lo condurrà ad un’esistenza di privazioni (forse inutili) e di ciclici fallimenti.

Chi invece sceglie di nutrirsi secondo le regole scolpite nei propri geni, secondo quei meccanismi ancestrali che, in fasi di ristrettezza calorica, rallentano i processi di invecchiamento per preservare la specie, ha deciso di vivere nel migliore modo possibile.”

Ho deciso di riportare questa citazione perché s’intona perfettamente col mio pensiero.

Secondo il mio personale punto di vista vivere “secondo le regole scolpite nei propri geni” anziché sottostare ad una dieta è una regola basilare del vivere “bene”. In potenza dovremmo poterci cibare di qualunque cibo mantenendo però al contempo l’accortezza che ci porta a evitare gli ingredienti, o i loro mix, che possono essere dannosi.

Riflettendo su questi fatti ho parlato anche con Gabriella, nutrizionista di San Marco Benessere, la quale si è immediatamente detta d’accordissimo col mio approccio e l’ha anche confermato dicendo, e cito: “È bene mangiare poco e bene”. A sostegno di questa affermazione ha poi portato un ulteriore esempio. La pasta.

Una pasta può essere sia un cibo salutare che non. Quando si parla di una pasta come di un insieme di grassi e carboidrati, come ad esempio la pasta alla carbonara, stiamo identificando una pietanza non molto sana. Di questo cibo ci dovremo nutrire con parsimonia prestando attenzione a non eccedere.

Per contro, se al posto della pasta alla carbonara si optasse per un’ottima pasta al ragù fatto in casa, ci si potrebbe cibare con molta più abbondanza di questo alimento che risulterà anche essere decisamente più indicato per le persone che hanno problemi di linea.

In questo senso le diete che prevedono un esatto numero di calorie a piatto e la definizione in grammi dei loro ingredienti sono ormai superate. Sono un fenomeno tipico dei primi anni duemila.

Concludendo quindi è importante valutare e saper osservare in ogni circostanza la qualità. Nell’universo delle pietanze abbiamo constatato la sua importanza ma sarà importante anche mantenere vivo il nostro punto di vista “qualitativo” riferito al vivere. Vivere positivamente la vita risulterà poi quasi impossibile se viviamo in una continua fase di privazione alimentare.