fibre

Intestino pigro e fibre

La Stipsi è un disturbo di cui soffre una larghissima parte della popolazione e le abitudini di vita dell’uomo moderno predispongono a tale condizione.
Pertanto correggere lo stile di vita è una delle strategie di prevenzione e di terapia della stipsi.

Elemento basilare nella prevenzione della stipsi è una corretta alimentazione, fatta di fibra alimentare (contenuta in frutta, verdura e cereali), un giusto apporto di acqua e attività fisica quotidiana.
In realtà la stipsi è un sintomo e come tale può essere indicativo di molte malattie.

Una persona si dice affetta da stipsi quando riferisce di aver presentato nel corso dell’ultimo anno per 12 o più settimane meno di 2 evacuazioni a settimana oppure almeno 2 dei seguenti sintomi:

  • Difficoltà ad evacuare
  • Feci dure e caprine
  • Sensazione di evacuazione incompleta
  • Sensazione di ostruzione retto-anale
  • Necessità di manovre digitali per favorire l’evacuazione
  • Meno di 3 evacuazioni alla settimana

Esistono due tipologie di stipsi:

  • stipsi funzionale ossia senza patologia organica
  • stipsi secondaria dovuta a patologie endocrine, metaboliche, neurologiche, psichiche, farmacologiche, muscolari, infiammatorie o lesioni anali.

stipsi bambini

Esiste inoltre la stipsi dell’età pediatrica

che nella maggior parte dei casi viene classificata come stipsi funzionale (cioè assenza di patologia organica) pertanto in questa condizione giocano un ruolo fondamentale la rimozione dell’eventuale ingombro fecale e la terapia di mantenimento (dieta, modificazioni comportamentali, attività fisica, farmaci).
La dieta deve comprendere una sufficiente quantità di acqua e fibre. Il bambino va quindi abituato a bere piccole quantità nell’arco della giornata, anche lontano dai pasti. La disidratazione delle feci è, infatti, una delle cause principali di stipsi ostinata; inoltre, alcuni lassativi funzionano attirando acqua e ammorbidendo le feci, e possono quindi essere efficaci solo in presenza di acqua nell’intestino. Va inoltre introdotto un adeguato apporto di fibra. La quantità di fibra da assumere quotidianamente in età pediatrica è compresa nell’intervallo che va da età anagrafica + 5 ed età anagrafica + 10; ad es. un bambino di 3 anni dovrebbe assumere tra 8 e 13 grammi di fibra al giorno.
Un eccessivo apporto di fibra può però causare disturbi gastrointestinali quali meteorismo, gonfiore e dolori addominali. Pertanto l’introduzione nella dieta di alimenti contenenti fibra alimentare dovrebbe essere graduale.
Inoltre una regolare attività fisica stimola la funzionalità intestinale, favorendo l’evacuazione, quindi il bambino va invogliato ad andare a scuola a piedi o in bicicletta, a giocare all’aria aperta ed ad evitare di trascorrere troppe ore davanti alla televisione o al computer.

Un altro tipo di stipsi è quella che accompagna la donna in gravidanza.

Si ritiene che circa la metà delle donne in gravidanza soffra di stipsi.
La stipsi in gravidanza è causata dal progesterone, dalla compressione dell’utero sul tratto terminale dell’intestino e dall’assunzione supplementare di ferro, spesso necessaria in gravidanza.
Pertanto alla donna gravida si consiglia di:

  • Aumentare il consumo giornaliero di frutta (soprattutto kiwi) e verdura
  • Preferire i farinacei (pane, pasta) integrali al posto di quelli raffinati
  • Evitare alcolici e grassi animali per evitare di irritare l’intestino
  • Aumentare il consumo di liquidi, soprattutto di acqua (almeno 1,5-2 litri al giorno)
  • Fare più movimento
  • Abituarsi all’evacuazione quotidiana
  • Se con queste norme non si ottengono miglioramenti va incoraggiata l’assunzione di una maggiore quantità di fibre (almeno 20-40 g/die).

stipsi gravidanza

Terapia nutrizionale nella stipsi

Un’adeguata assunzione di fibre può regolare la motilità intestinale, aumentare il volume e l’idratazione delle feci ed accelerare il transito intestinale.
Se ne raccomanda l’assunzione di circa 20-30 grammi al giorno.
Le fibre alimentari vengono classificate in due gruppi:

  • Fibre Non Idrosolubili come la cellulosa, alcune emicellulose, alcune pectine e la lignina
  • Fibre Idrosolubili (galattomannani e glucommannani, betaglucani, inulina, oligosaccaridi, fruttoligosaccaridi).

Le fibre solubili sono contenute principalmente nella frutta, in alcuni legumi, nelle verdure e nei fiocchi d’avena. Hanno la proprietà di formare gel e di essere altamente fermentabili dalla flora intestinale con conseguente rallentamento dello svuotamento gastrico, senso di sazietà e riduzione dell’assorbimento di zuccheri e grassi.
L’inulina viene fermentata nel grande intestino sostenendo la crescita dei bifidobatteri in esso presente e favorendo così il riequilibrio della flora intestinale. È possibile trovarla in alcuni vegetali a bulbo quali aglio e cipolle e in radici come quella di cicoria.
Fibre solubili sono anche quelle contenute nel Plantago psyllium.
La principale caratteristica dei semi di psillio è legata al rivestimento mucillaginoso che li ricopre, che a contatto con l’acqua si espande fino ad aumentare di ben 25 volte il proprio peso. Il più noto effetto dello psillio, quello lassativo, dipende quindi dalla sua capacità di richiamare liquidi nell’intestino, gonfiandosi, aumentando il contenuto intestinale e stimolando di conseguenza l’evacuazione.

E i probiotici?
Il ruolo della flora batterica intestinale è fondamentale nella regolazione della motilità e della funzione dell’intestino. Pertanto il consumo di probiotici è prezioso per l’equilibrio della microflora intestinale e per il sostegno delle difese naturali. Inoltre secondo alcuni studi scientifici il consumo di probiotici protegge dalla proliferazione di batteri putrefattivi e dall’accumulo di sostanze tossiche nell’intestino contrastando la stitichezza.

È di aiuto anche bere 1,5-2 litri di acqua non gasata durante la giornata: i liquidi infatti vengono assorbiti dalle fibre e contribuiscono a far crescere il volume delle feci.

L’attività fisica è un fattore fondamentale. È stato dimostrato che i soggetti che praticano attività fisica regolare soffrono meno di stitichezza, in quanto essa stimola i movimenti intestinali. L’attività fisica deve essere almeno di media intensità: non basta camminare 20 minuti al giorno ma per almeno un’ora.

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